Due condizioni intestinali croniche, due nature profondamente diverse.
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e il morbo di Crohn sono due disturbi gastrointestinali cronici che possono presentarsi con sintomi simili — dolore addominale, alterazioni dell’alvo, gonfiore, urgenza — ma che differiscono radicalmente per origine, meccanismi fisiopatologici, diagnosi e trattamento.
L’IBS è un disturbo funzionale dell’intestino, privo di lesioni organiche visibili, in cui l’alterazione della motilità, della sensibilità viscerale, del microbiota e dell’asse intestino-cervello gioca un ruolo centrale. È una condizione benigna ma impattante, spesso sottovalutata, che richiede un approccio integrato tra nutrizione, gestione dello stress, modulazione del microbiota e supporto comportamentale.
Il morbo di Crohn, invece, è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) di natura autoimmune, che può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano, con lesioni visibili, infiammazione transmurale e potenziali complicanze sistemiche. Richiede una gestione specialistica, spesso farmacologica, e nei casi più complessi anche chirurgica, ma può beneficiare di un supporto nutrizionale mirato per ridurre l’infiammazione e migliorare la qualità della vita.
Comprendere la differenza tra IBS e Crohn è fondamentale per evitare diagnosi errate, trattamenti inadeguati e frustrazione nei pazienti. In entrambi i casi, l’approccio deve essere personalizzato, multidisciplinare e basato su evidenze, con attenzione al microbiota, alla risposta infiammatoria e alla dimensione psico-emotiva.
Sintomi persistenti: gonfiore, dolore addominale, alterazioni dell’alvo (diarrea, stipsi, alternanza)
Impatto sulla qualità della vita, sul tono dell’umore e sulla relazione con il cibo
Coinvolgimento del microbiota colonico-fecale, dell’asse intestino-cervello e della permeabilità intestinale
Spesso associato a disbiosi, stress cronico, intolleranze alimentari, ipersensibilità viscerale
Analisi del microbiota fecale (sequenziamento 16S, disbiosi, SCFA, patobionti)Test di indicano e scatolo
Analisi delle urine per Indicano e Scatolo
Bioimpedenziometria e adipometria per valutare composizione corporea e infiammazione
Diario alimentare online e mappatura dei sintomi
Questionari validati (IBS-SSS, Bristol, sintomi associati)
Dieta FODMAP (low e ultra-personalizzata)
Protocollo di rotazione alimentare e reintroduzione controllata
Integrazione con prebiotici, probiotici e postbiotici selettivi
Supporto al tono vagale e alla regolazione neurovegetativa
Educazione alimentare per la gestione autonoma dei sintomi